sabato , 24 Ottobre 2020

Rigassificatore: il nostro NO in Consiglio Comunale

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Il Consiglio Comunale del 18 febbraio 2016, che inizierà alle ore 9.00, avrà come unico punto all’ordine del giorno Il Progetto di Revisione del Rigassificatore a Rosignano avanzato da Edison.
Non sfuggirà certo alla cittadinanza l’importanza di essere presente per valutare ed ascoltare in prima persona come le forze politiche motiveranno il proprio giudizio, positivo o negativo, verso tale richiesta.
Un tema, quello del Rigassificatore, che auspichiamo sia sentito da tutti i cittadini.
Noi ci siamo già pronunciati pubblicamente per primi e fin da subito dichiarando il nostro NO senza nessuna ambiguità o distinguo, e confermiamo con assoluta fermezza la nostra contrarietà per le motivazioni espresse più volte, l’ultima della quale nella conferenza stampa in Regione, a Firenze.
Il Consiglio comunale prossimo sarà comunque l’occasione per tutti i cittadini di far sentire, anche solo come pubblico, la propria presenza e attenzione verso un progetto che potrebbe, se realizzato, incidere negativamente verso la possibilità di dare una prospettiva, un volto diverso, al futuro del nostro territorio. Rinnoviamo quindi l’invito a partecipare numerosi, abbiamo bisogno della vostra presenza.

Questo l’Ordine del giorno che presenteremo in Consiglio Comunale:

Cattura

Premesso che

Il 18/12/2015  Edison trasmette istanza di  procedura di assoggettabilità  alla valutazione di impatto ambientale  del progetto ‘’Revisione alla Variante Progetto Rosignano’’. Edison, quindi, si propone per la realizzazione di un rigassificatore nel Comune di Rosignano Marittimo all’interno del parco industriale Solvay. L’intenzione di Edison di costruire un rigassificatore non è una novità, già nell’agosto del 2002 fu presentato alle autorità competenti e approvato con V.I.A il 18/11/2010 un progetto chiamato ‘’Variante progetto Rosignano’’.
La notizia della possibilità di veder realizzato un rigassificatore sul proprio suolo indusse la comunità di Rosignano Marittimo a costituirsi in  un comitato, che con proteste,documentari e proiezioni riuscì a coinvolgere gran parte della cittadinanza,che espresse una  forte e decisa contrarietà alla realizzazione del  rigassificatore, creando poi  un movimento:’’gli arancioni’’e facendo ricorso al TAR,procedura tuttora aperta.

Considerato che

Il progetto  Edison di realizzazione di un rigassificatore  è  ad alto rischio d’incidente rilevante (Leggi Seveso I-II-III) e non è ammissibile poterlo  costruire  in un luogo già ad alto rischio per gli esistenti impianti Solvay. Si creerebbero le condizioni per un effetto domino devastante, previsto all’ art. 19 DL 105/15.
La realizzazione del rigassificatore  porterebbe un danno enorme al turismo  nella zona già messo in ginocchio da inquinamento e crisi economica . Il traffico di metaniere, bettoline in mare  e di  autocarri su strada andrebbero ad incrementare le emissioni in atmosfera  e congestionerebbero sia il traffico marino che quello stradale nei periodi estivi.  La sicurezza dei residenti della Frazione di Vada, dei turisti estivi che frequentano le spiagge, del traffico veicolare della vicina Aurelia, già esposta alle problematiche di sicurezza dell’attuale deposito di etilene non interrato di Ineos, sarebbe aggravata dei rischi d’incidente rilevante tipici di un impianto di rigassificazione.
L’area di mare in cui verrebbe  prolungato  per 430 metri il pontile Solvay da (attualmente di 1.800 metri) è un’area compresa tra i porti turistici di Rosignano, di Vada, e di Cecina Marina. L’interdizione alla navigazione di alcuni chilometri quadrati di mare per le manovre continue delle metaniere,  assistite da almeno 4 rimorchiatori , costringerebbe i  natanti da diporto a lunghe deviazioni verso il largo.
Ciò comporterebbe una grave limitazione al turismo nautico, all’attività di pesca, e quindi all’economia della zona.
Il progetto   è notevolmente peggiore di  quello approvato con VIA del 18.11.2010, per il mancato spostamento del serbatoio di etilene esistente e per il traffico di bettoline e di camion, ed in previsione di possibile caricamento di treni di GNL.
Nel caso specifico la prevenzione di incidenti rilevanti è già difficile  e problematica oggi, con gli  impianti esistenti, in gran parte vecchi o obsoleti, infatti si sono verificati negli  ultimi anni ripetuti incidenti.
Nella serie storica degli incidenti coinvolgenti etileniere al pontile Solvada va aggiunto quello avvenuto il 4 febbraio 2012, con sfondamento dello scafo sopra la linea di galleggiamento per un urto contro il pontile.
L’area è ufficialmente alluvionabile, come in effetti fu alluvionata nell’ottobre 1993.
La continua movimentazione di sabbie del fondo marino,  molto inquinato da mercurio  arsenico, cromo, cadmio, zinco, nickel scaricati da Solvay, provocata dalle grosse eliche delle metaniere e dei rimorchiatori, rimetterebbe in circolo questi  metalli tossici, ed esporrebbe a ulteriore nocività bagnanti e popolazione residente.
Il Piano regolatore del Comune di Rosignano prevede la liberazione da impianti industriali presenti e futuri nella fascia compresa tra la Via Aurelia e il mare, per restituirla alla fruizione pubblica.
Il  rigassificatore richiederebbe ben  15.000 mc/ora di acqua di mare per il riscaldamento del GNL e dovrebbe pertanto esserne quasi raddoppiato il prelievo, inoltre la temperatura dell’acqua restituita al mare sarebbe molto più fredda quindi si avrebbe anche un altro tipo di alterazione.
Secondo il noto giornalista scientifico PIERO ANGELA l’esplosione di una metaniera equivarrebbe a quella di un milione di tonnellate di tritolo. ( “La sfida del secolo :  energia”)
Il progetto Edison è inutile ai fini dell’ approvvigionamento di gnl nazionale; Secondo i dati dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG, organo governativo) il consumo di gas metano in Italia è crollato da 85 miliardi  di metri cubi nel 2005 a 60 miliardi nel 2014, ampiamente coperti dai gasdotti esistenti.
In Italia sono operanti 3 rigassificatori: Panigaglia di La Spezia a circa 90 km da Rosignano, Porto Viro (Rovigo) e OLT a Livorno, ad appena  25 km da Rosignano. È inaccettabile che si concentrino 3 rigassificatori su 4, inutili e pericolosi, in 90 km di costa.
Il rigassificatore OLT, inaugurato nel dicembre 2013, è quasi sempre rimasto vuoto, ma ha goduto di decine di milioni di euro di incentivi statali con la “formula di garanzia”, cioè vuoto per pieno.
Ai sensi della Convenzione ONU di Aarhus e del  DL 105/15 (Seveso III) sulla consultazione popolare in caso di costruzione di rigassificatori, dovrà essere indetto prima  un REFERENDUM POPOLARE   che coinvolga chiaramente tutta la popolazione.

Visto che

I rigassificatori provocano danni ambientali  ed  emettono in atmosfera sostanze contaminanti. Secondo uno studio dell’EPA Americano “le caratteristiche chimiche del metano e le interazioni con l’atmosfera concorrono in modo significativo all’effetto serra”. Il metano incombusto produce, a parità di peso, un effetto serra circa 21 volte maggiore di quello prodotto dal biossido di carbonio. L’impianto di Panigaglia alle dimensioni attuali immette in atmosfera 174,3 tonnellate annue di NOx (sigla generica che identifica collettivamente tutti gli ossidi di azoto e le loro miscele). Alle emissioni convogliate vanno aggiunte quelle fuggitive di gas e/o liquido leggero da valvole, pompe,compressori, etc., stimate in 52,41 t/anno. Sempre nell’impianto di Panigaglia il sistema di raffreddamento è costituito da un circuito chiuso di acqua dolce che raffredda le apparecchiature di impianto e da un circuito aperto ad acqua di mare che raffredda l’acqua del circuito chiuso. Viene utilizzato un biocida composto da cloro e ammoniaca. L’acqua viene resa al mare clorata e con un incremento termico massimo di 8° (medio di 4,8°C).
Desta preoccupazione la possibilità che il Ministero per decreto possa scavalcare la volontà di cittadini, Comune , Provincia e Regione e dare l’autorizzazione ad Edison di costruire il rigassificatore inserendolo come ‘’opera strategica’’, considerato anche  il forte interesse di Solvay ad avere gnl a basso costo per alimentare le due turbogas.

Chiediamo

Al Sindaco e alla Giunta che si oppongano concretamente e con ogni mezzo alla realizzazione di un rigassificatore sul nostro territorio perché la costruzione di tale impianto metterebbe a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, l’ambiente e le attività turistiche.

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