venerdì , 29 Maggio 2020

INTERROGAZIONE SUI BENI CONFISCATI NEL COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO

Dal sito della Regione Toscana, nella sezione dell’Osservatorio sui beni confiscati alla criminalità organizzata, nell’ultimo aggiornamento dei dati del 16 gennaio 2020 emerge che nel Comune di Rosignano Marittimo sono state confiscate 4 aziende, 1 appartamento in condominio, 1 terreno, 1 fabbricato.

Sono dati allarmanti, perchè evidenziano che non solo la criminalità opera nella nostra Regione, ma si interessa anche di riciclare i proventi nel nostro Comune.

Per questo abbiamo inviato agli atti un’interrogazione a risposta scritta, per sapere dove sono ubicati con esattezza i beni e le aziende, chi ne deteneva la proprietà, quale attività malavitosa ha provocato la loro confisca, come si pensa di utilizzarli in base all’art.48 del Codice Antimafia che regola i vincoli statali sulle assegnazioni dei beni confiscati (D.lgsl. 159/2011), e se il Sindaco sia a conoscenza di ulteriori beni e/o attività posti sotto sequestro e non contenuti nell’elenco fornito dalla Regione Toscana, oppure anche se in confisca non definitiva.

In passato abbiamo avuto già un caso di un appartamento confiscato (per reati di usura) e assegnato al Comune di Rosignano (nel 2003) per un uso di utilità collettiva, purtroppo un caso che registrò la sconfitta della precedente amministrazione  (Sindaco Franchi) che la chiuse per procedere alla preventiva sanatoria di alcuni interventi edilizi non autorizzati, poi non svolti adducendo la mancanza di risorse economiche, di conseguenza l’assegnazione al Comune di Rosignano Marittimo fu revocata con Decreto 24157 del 30 maggio 2016, disposto dall’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Una sconfitta grave per il nostro Comune, come conseguenza della revoca, l’appartamento è tornato all’asta giudiziaria, con il rischio di ritorno alla proprietà, magari indiretta, del precedente proprietario a cui era stato confiscato; la perdita della disponibilità dell’appartamento, e della possibilità di una destinazione ad uso sociale, afferma l’incapacità, da parte dell’amministrazione comunale, a perseguire e concretizzare gli impegni presi davanti ai cittadini per l’affermazione della legalità, della giustizia; la riconsegna all’asta dell’appartamento si configura anche come un precedente estremamente negativo e un messaggio sbagliato sulla lotta alla criminalità, noi ci auguriamo che lo stesso NON ACCADA ANCORA CON I NUOVI BENI CONFISCATI.

La Toscana fa gola alle organizzazioni criminali di stampo mafioso che operano sul nostro territorio e per questo motivo è essenziale dimostrare che il nostro Comune è in grado di riprendersi quanto acquisito dalla criminalità rimettendolo alla disposizione sociale come bene collettivo.

Sul tema dei beni confiscati è il caso di fare di più, l’intera legislazione presenta delle criticità, dal momento che gli Enti locali non sempre riescono sistemare queste strutture e riassegnarle. Per dare un segnale concreto, come M5S proponiamo che la Regione Toscana si faccia garante presso gli istituti di credito dei Comuni interessati a investire in questo tipo di progetti che hanno un fortissimo valore simbolico.

Per sconfiggere le Mafie è essenziale lavorare su un doppio binario: quello della repressione e quello della cultura della legalità, è decisivo non abbassare la guardia e mettere il massimo impegno nel presidiare il territorio anche evitando di fallire nella riassegnazione dei beni confiscati come purtroppo è già accaduto nel nostro Comune.

Vi terremo informati appena ricevuta la risposta all’interrogazione.

Link all’interrogazione:
http://www.rosignano5stelle.it/wp-content/uploads/2020/02/INTERROGAZIONE_beni_Mafia_2010.pdf

#m5s #rosignano #beniconfiscati #criminalità #presidiodelterritorio

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