venerdì , 19 Aprile 2019

EVITARE DISUGUAGLIANZE, più incisività nella lotta al commercio abusivo

Alcune considerazioni sulla multa al gestore dei Bagni Etruria, sanzionato per aver posizionato due ombrelloni lungo il muretto della passeggiata a mare di Castiglioncello con lo scopo di creare zone d’ombra per chi passeggia sul lungomare.

Innanzitutto sul carattere dell’iniziativa del gestore: non aveva una connotazione commerciale, né arrecava danno a strutture balneari concorrenti o esercenti limitrofi, ma era esclusivamente un servizio apprezzato da cittadini e turisti. La sanzione applicata dalla polizia municipale, su segnalazione, da una parte applica giustamente la legge, dall’altra reprime duramente un’azione altruistica di un cittadino verso la collettività. Forse avrebbe sortito lo stesso effetto un fermo richiamo a non posizionare più gli ombrelloni, senza la mortificazione del verbale emesso.
La sanzione comminata cita L’art. 20 del codice della strada, tale articolo ha per tema “Occupazione della sede stradale”, ma gli ombrelloni erano posti in una strada esclusivamente pedonale, non arrecando quindi ingombro od intralcio alcuno ai veicoli.

Verso il gestore sono arrivate attestazioni di solidarietà da moltissimi cittadini, al punto da fare una colletta per pagare la multa; un segnale fortissimo indirizzato verso la Polizia Municipale e verso l’amministrazione, entrambe chiamate in causa per aver fornito l’impressione di usare un trattamento diverso a riguardo degli evidenti e giornalieri esempi di commercio abusivo in prossimità e sulle spiagge, che ha raggiunto livelli ragguardevoli, e verso il quale l’azione dell’amministrazione, conseguentemente quella della Polizia Municipale, dovrebbe essere serrata.

Il commercio abusivo e la contraffazione rappresentano ormai una vera e propria emergenza sociale, con pesanti risvolti non solo economici (dirotta denaro nei percorsi del sommerso, sottraendoli al prelievo fiscale, ed è espressione di concorrenza sleale) ma anche di pubblica sicurezza (si tratta, infatti, di un business gestito da organizzazioni criminali che per approvvigionarsi di manovalanza a basso costo alimentano flussi migratori clandestini e, ancor più deprecabile, sfruttano i bambini, obbligandoli a lavorare in regime di schiavitù, negando loro il diritto all’istruzione, condannandoli così al circolo vizioso dell’ignoranza e dello sfruttamento).

Apprendiamo attraverso le parole del comandante della polizia Municipale di Rosignano che l’azione di contrasto al commercio abusivo è stata condotta in collaborazione con la Polizia di Stato, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, Capitaneria di porto, e che ha registrato un buon andamento, ma, sempre attraverso le parole del comandante, che «Il problema è molto vasto e evidentemente non si può risolvere solo con interventi diretti delle forze dell’ordine sulle spiagge». Pensiamo si possa fare molto di più, il fenomeno infatti è ben più vasto ed i numeri di sequestri ed interventi sanzionatori sembrano insufficienti.

Concludiamo quindi con l’apprezzamento per quanto fatto dalle forze di Polizia, impegnandoci come forza in consiglio comunale sul tema, ma con l’invito a non penalizzare in futuro eccessivamente le buone azioni dei cittadini; riteniamo importante eliminare qualsiasi fattore portatore di disuguaglianza, reale o percepito che sia, al fine di ricreare una comunità basato sull’armonia e sul desiderio di crescita civile e sociale, in modo da incentivare le capacità della cittadinanza nell’essere attiva e collaborativa rispetto all’amministrazione e, nel caso specifico, anche con la polizia municipale.
#PrimaDiTuttoCittadini

Attivisti e consiglieri del Movimento 5 Stelle Rosignano Serretti Francesco Elisa Becherini Mario Settino

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