venerdì , 20 ottobre 2017

MORIA DI PESCI ALLE SPIAGGE BIANCHE: SE IL SINDACO NON E’ CAPACE DI GARANTIRE LA SALUTE PUBBLICA SI DIMETTA

Apprendiamo oggi che si allarga l’entità della moria di pesci che si è verificata davanti alle #Spiagge bianche nella serata di martedì 29 agosto: centinaia di esemplari di media grandezza sono stati trovati sulla battigia e soprattutto al largo del Fosso bianco, canale di scarico dello stabilimento #Solvay.

Lunedì 28 si era verificato una fermata di due distillatori dell’unità produttiva sodiera, e il giorno successivo, su segnalazione dei cittadini, #Arpat aveva condotto un sopralluogo presso gli impianti, certificando la corretta esecuzione della procedura adottata per contenere il problema, consistente nell’invio dell’ammoniaca dal settore distillazione alla vasca di diversione.

La realtà ha clamorosamente smentito chiunque affermi che a riguardo della Solvay si possa contare su un sistema di autocontrollo e di intervento in caso di emergenza, per cui la fuoriuscita di ammoniaca sarebbe dovuta essere contenuta nelle vasche per poi essere filtrata senza finire negli scarichi. Il sistema di contenimento sembra non aver funzionato, e la logica domanda che si pongono i cittadini con preoccupazione è se sia un caso isolato o se possa essere accaduto altre volte. I campionamenti Arpat sono ancora in corso, se dimostreranno la presenza di ammoniaca nei pesci di taglia maggiore la risposta sarà evidente. L’ammoniaca è finita in mare (ampia moria di pesci) e non possono essere tralasciati gli aspetti riguardanti i pericoli per la balneazione, per chi si nutre del pescato, per la salute.

E’ ancora nell’aria la rassicurante dichiarazione del Direttore Generale di Solvay Italia per cui la Solvay non inquina ma ha solo un impatto visivo, con il Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente Donati a fargli da spalla e il Sindaco Franchi da megafono dichiarando “Dal canale fuoriescono i residui della lavorazione del calcare, materia prima per la produzione della soda, sulla base di un’autorizzazione ministeriale. L’ammonica sarebbe tra i residui??

La risposta ASSURDA alle prime analisi di Arpat, che confermano presenza di ammoniaca in prossimità dello scarico Solvay, fornita dal Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente Donati, cioè l’ipotesi di allargare la fascia di rispetto intorno allo scarico Solvay, ha del ridicolo e purtroppo anche risvolti di assoluta gravità. Mostra infatti l’assenza di qualunque riflessione sacrosanta sulla necessità di impedire che tali episodi si verifichino, sull’opportunità di far cessare il rilascio di inquinanti in mare, in passato già avvenuti e sanzionati dal Tribunale di Livorno, con una condanna ad investire 7 milioni di auro in bonifiche (delle quali pare impossibile saperne gli esiti certi).

Al Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente Donati poniamo un Ultimatum: faccia l’Assessore all’Ambiente nell’interesse dell’Ambiente e non dell’Industria, perché ai cittadini non sfugge di certo il tentativo di minimizzare l’accaduto.

Chiediamo al Sindaco di fornire alla cittadinanza i risultati delle analisi Arpat, rendendoli pubblici su più canali e facendoli pubblicare sui quotidiani, di farsi garante della situazione (magari ricorrendo ad analisi dello stato degli scarichi in mare fatte dal CNR), perchè se non è capace di garantire quanto avviene presso lo scarico della Solvay può anche DIMETTERSI, come possono i cittadini riconoscerlo come tale?

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