venerdì , 20 ottobre 2017

“SOLVAY NON RISPONDE E IL SINDACO VUOLE IL M5S IN PROCURA PER QUELLO CHE SAPREBBE SUL PATTEGGIAMENTO”

Condividiamo le nostre riflessioni circa quanto discusso e avvenuto Martedì scorso (12 settembre) durante la COMMISSIONE V (Ambiente) in Comune di Rosignano Marittimo:

La prima riflessione investe Il Sindaco: Perché aspettare i risultati dalle indagini della Procura di Livorno, a riguardo del caso di sversamento di ammoniaca e della moria di pesci, per avanzare la richiesta al Ministero e alla Regione Toscana di revisione DELL’AIA PER LA SOLVAY?

Durante lo svolgimento della Commissione, la stessa Azienda Solvay, nella persona del suo Direttore generale (ma anche in precedenza sulla stampa), ha affermato che, nella giornata del 29 agosto, dopo la messa in funzione degli impianti, lo sversamento in mare, attraverso le proprie misurazioni, sono stati rilevati valori “di poco superiore” al massimo consentito di 0,15mg/l; un dato, quello fornito dal Direttore Generale, assai generico che non consente una quantificazione chiara; ci saremmo aspettati ben altro approccio dal Direttore, maggiormente informativo. Ricordiamo che uno sversamento di Ammoniaca alle spiagge bianche non è episodio nuovo, accadde anche il 19 giugno 2007 alle ore 8:50, con modalità straordinariamente simili a quelle del 28 agosto scorso, in quell’occasione nella sua relazione ARPAT certificò uno sversamento in mare di ammoniaca di 11,7 tonnellate, concludendola in questo modo:

“Nel corso degli eventi del 19 giugno sono emersi alcuni aspetti critici, seppur evocati da una situazione particolarmente eccezionale come quella del disservizio elettrico occorso. Si deve in ogni caso prendere atto che nonostante quest’ultimo avesse una probabilità estremamente bassa di verificarsi, si è ugualmente realizzato. Pertanto è parere dell’ Agenzia che la Soc. Solvay dovrebbe procedere ad una revisione delle procedure e dei dispositivi di emergenza finalizzati principalmente al confinamento di ammoniaca e alla distruzione di vapori organici in modo esaustivo”.

Riteniamo corretto che il Sindaco attenda i risultati delle indagini della Procura di Livorno, per quanto attiene l’accertamento di eventuali reati penali, ma potrebbe e dovrebbe procedere nella richiesta di revisione dell’AIA SOLVAY, in quanto, nonostante le chiara richiesta riguardo di una revisione esaustiva delle procedure di emergenza e sicurezza dell’impianto avanzata da ARPAT già nel 2007, oggi permangono le stesse criticità (emissioni in aria, sversamento in acqua di ammoniaca oltre i limiti consentiti).

L’evidenza dei fatti, di sversamenti che si ripetono dal 2007 ad oggi, è motivo sufficiente per un intervento immediato del Sindaco, per inoltrare una modifica dell’Autorizzazione Integrata Ambientale al Ministero, come pure per intervenire presso il Comitato Tecnico Regionale per rafforzare il Piano di emergenza esterno al fine di renderlo più restrittivo.

Alla domanda precisa da noi posta, in merito a quanto previsto ai fini del miglioramento dei sistemi di sicurezza per eliminare in modo “definitivo” le emissioni in aria e in acqua dell’ammoniaca, il Dott. Papavero, ha risposto ancora genericamente affermando che sono state fatte diverse migliorie, e, sollecitato a chiarire meglio, ha detto “ho già risposto”. Un atteggiamento che definiamo sconcertante, considerato che, all’inizio della commissione aveva affermato che “La Solvay non è la controparte di nessuno, che si sarebbe messa a disposizione (come ha sempre fatto) per dare tutte le informazioni in suo possesso per informare l’amministrazione e la cittadinanza”.

Nella sua relazione, il Dott. Papavero ha poi candidamente dichiarato che la causa del forte odore di ammoniaca avvertita da diversi cittadini, i quali successivamente, telefonando in comune, hanno permesso l’avvio di tutta la procedura di sorveglianza, sia stata una “forte folata di vento che ha trasportato l’odore di ammoniaca fuori dello stabilimento che, altrimenti sarebbe rimasta confinata all’interno dello stesso”:  Se ne deduce, che la responsabilità delle emissioni in aria sia del vento. Gli “sniffer”(sensori preposti alla rilevazione dell’ammoniaca in aria) avrebbero dato segnali discordanti, per cui in questi casi, ha chiarito il Dott. Papavero, Solvay ricorre all’olfatto umano per determinare l’effettiva presenza della sostanza, grazie anche all’olfatto dei dipendenti, vengono attivate o meno le procedure previste.

Nell’era della tecnologia, dunque, Il Direttore Generale di Solvay afferma in un colpo solo sia che essa non funziona, sia che si inviano dipendenti ad odorare mettendo, viene da concludere, a rischio la loro incolumità. Dichiarazioni imbarazzanti che mai ci saremmo sognati di sentire. Sorge una domanda: una fabbrica chimica, sottoposta a legge Seveso, quindi a a rischio rilevante, può valutare il potenziale rischio, utilizzando “sniffer” che danno risultati alterni e utilizzando la sensibilità olfattiva dei suoi dipendenti?

Nella discussione abbiamo posto alcune domande relative al “patteggiamento tra Solvay e Procura di Livorno del 2013″, senza averne risposta dal Dott. Papavero, ma ricevendone dal Sindaco, il quale ci ha ricordato di averci già risposto in passato sia verbalmente sia nelle richieste di atti da noi avanzate in merito agli allegati del patteggiamento, ribadendo di non avere nessun elemento o informazioni utile, ma riservandosi di valutare di inviare a noi e per conoscenza alla Procura di Livorno una lettera, per chiederci, data la nostra insistenza, se NOI fossimo a conoscenza di informazioni in merito.

Come valutare questa dichiarazione del Sindaco lo lasciamo fare a chi legge.

Al Sindaco rispondiamo di non avere nessun elemento, nessun documento e nessuna informazione al riguardo, se non quello riportate dalla Stampa, ed è proprio perché non sappiamo altro, come non ne sa nulla la cittadinanza, ci impegniamo a chiedere con una certa insistenza e regolarità, la commissione poi era il luogo giusto per porre domande in merito vista la presenza del Direttore Solvay, siamo stati magari ottimisti nel considerare l’opportunità utile anche per l’Azienda di mostrarsi trasparente nell’informare finalmente su questa vicenda, chi, se non Solvay può farlo al meglio?

L’assenza di risposte è un rifiuto esplicitato non verso noi ma verso la cittadinanza.
Il Sindaco invii senza indugio la sua missiva in Procura, potremo ribadire la nostra non conoscenza di alcun elemento relativo al patteggiamento, e avere l’opportunità di richiedere alla stessa Procura il contenuto dell’accordo.

A riguardo della moria di pesci, ci stupisce che l’Assessore Donati si sia limitato a leggere in commissione il contenuto delle poche righe di testo ricevute dall’Istituto di Zoo profilassi di Pisa, che non spiegano la causa, e che invece pongono forti dubbi sulla gestione dei campioni; su questo abbiamo ricordato la nostra richiesta di atti già deposita per conoscere la Perizia macroscopica sullo stato dei campioni, la Documentazione fotografica (o video) della raccolta dei pesci lungo la spiaggia e in mare, l’Attestato del loro stato alla presa in carico del laboratorio di zooprofilassi, l’ Analisi chimica e batteriologica corredata dalle note che ne evidenzino i limiti, infine il luogo dove sono stati smaltiti i restanti pesci recuperati con relativa documentazione di smaltimento.

COSA ABBIAMO PROPOSTO IN COMMISSIONE E CHE COSA PROPONIAMO PER IL FUTURO DELLA PRESENZA INDUSTRIALE A ROSIGNANO:

1- Procedere alla revisione dell’AIA Solvay per le motivazioni sopra esposte;
2- Apportare miglioramenti volti a garantire ulteriori elementi di sicurezza, basandosi sulla relazione di Arpat 2007 (suggerimento di rivedere le procedure e i dispositivi esistenti volti a contenere eventuali sversamenti di ammoniaca) utilizzando i fondi elargiti e non l’accordo di Programma;
3- Rendere pubblico il patteggiamento effettuato da Solvay nel 2013;
4 – Avviare percorsi di bonifica, iniziando dal mercurio presente al largo delle spiagge bianche, Tecnologie e conoscenze scientifiche per farlo sono note a tutti, manca la volontà politica. Occorre considerare l’equo concetto che chi ha sfruttato le risorse del nostro territorio, dal 1912 ad oggi, debba restituire alla comunità le risorse economiche che consentano di riambientalizzare il territorio e il mare, oggi inquinato;
5- Lo sfruttamento pieno delle potenzialità del sistema Aretusa per quanto riguarda il prelievo dell’acqua da parte dell’Industria e contemporaneamente procedere alla costruzione di un dissalatore delle acque marine per arrivare ad azzerare il prelievo dell’acqua dei pozzi e del salgemma in Val di Cecina, in considerazione deii cambiamenti climatici in atto e delle criticità idriche e problematiche del territorio;
5 -L’avvio di un percorso che porti in tempi certi all’azzeramento degli scarichi in mare e in aria.

TUTTO QUESTO NON E’ IN CONTRASTO CON LA PERMANENZA DELLA REALTA’ INDUSTRIALE A ROSIGNANO MARITTIMO, PIUTTOSTO OPPORTUNITÀ’ PER CREARE OCCUPAZIONE E RIGENERARE UN TERRITORIO ORMAI GIUNTO A UN BIVIO: SOLO L’INDUSTRIA O UNO SVILUPPO INDUSTRIALE CHE METTA IN PRIMO PIANO L’AMBIENTE E LA SALUTE DEI CITTADINI.

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